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Davide

Chi soffre impara ad amare noi ti amiamo soffriamo e con te torneremo grandi. FORZA VECCHIO CUORE ROSSOBLU

Chi soffre impara ad amare

noi ti amiamo soffriamo e con te torneremo grandi
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March 20

IL NUOVO SITO DEL BIG BEN (VISITATELO!!!)

Eventi del big ben pub, foto delle feste e dei ragazzi in terra straniera, sondaggi, interviste pazze e molte molte altre belinate....
CHI NON LO VISITA E' UNA BELINA!!!
October 05

Buongiorno...si fa per dire

Buongiorno a quei pochi che anche oggi verranno a farmi visita. Mattinata con qualche postumo, tutto sommato nella media di questo periodo. E che periodo... Spero solo che, prima o poi, una mattina mi sveglierò insieme ad una certa persona per poi poter cantare questa canzone:
 
 
Apro gli occhi
e vedo te
non è un sogno,tu sei qui
Scendono i ricordi e le lacrime
stai dormendo accanto a me
ti bacerò quando ti sveglierai
e tu mi sorriderai
laverò il mio cuore che sanguina un po'
e ti stringerò
sarà cosi
ma adesso ci sei tu
quello che ho
è più di quello che non ho
più dalla vita
Sempre
io non cambierò
credi è tutto quello che so
più della vita
Sempre
solo amore ti darò
ogni giorno sempre di più
ti do tutto,prendi
se per caso a volte tu vedrai
rabbia dentro agli occhi miei
non pensare male,mi guarirai
cosi dolce come sei
essere diverso io non potrò
son me stesso accanto a te
e se poi il passato mi chiamerà
non risponderò
ed è cosi
da quando ci sei tu
quel che ho
è più di quello che non ho
più dalla vita
Sempre
io non cambierò
credi è tutto quel che so
più dalla vita
Sempre
solo amore ti darò
ogni giorno sempre di più
(Sempre-Statuto)
October 03

Grazie Hank

Sarebbe bello non sentirsi coinvolti, in casi del genere. Sarei contento di non essere innamorato, di non sentirmi un pace con il mondo.
A me piace avercela con tutto e tutti. Gli innamorati diventano spesso nervosi, pericolosi.
Perdono il senso della realtà. Perdono il senso dell'umorismo. Diventano irritabili, psicotici. Ammazzano perfino la Gente.
Vecchio Hank ma quanto ne sapevi?
September 30

Che serata!

Signori buongiorno.
Sono rare le mattine in cui mi sveglio con il buon umore.Questa è una di queste.
Incredibile ma vero, mi sono alzato sorridendo. Credo che segnerò questo giorno sul calendario.O forse segnerò la data di ieri sera. Cazzo che bella serata. Beccarvi tutti insieme nello stesso momento, abbracciarci,cantare il walzer de l'ombrero (cazzo mai ci azzeccherà al banano?)alla facciazza di tutto e di tutti mi ha fatto ritornare ai vecchi tempi.Come se fossi ancora dei pivellini. Dani, la Vale, Ale (ti conosco da poco ma con certe persone non si ha bisogno di tempo per capire come sono), la Jo e il mio fratellino Marco (ma come stavi?).Tutti insieme a farci capire che forse, qualche volta, siamo noi a fottere il tempo.
E lei. Credo che non smetterò mai di offrire da bere a Puccio. Ora starà dormendo(non puccio) e si sveglierà con postumi pesanti, ma vorrei che si alzasse con un sorriso mandando, almeno per cinque minuti, a fare in culo gli scleri...uhm...difficile.
Lei che mi fa saltare Modena-Genoa, mi fa sembrare bello pure il banano e mi fa ascoltare in anteprima un concerto black metal (sai di cosa stai parlando).
Insomma stamattina ho il sorriso pronto a scomparire appena timbrerò il cartellino.Direi che ci si può accontentare. Certo che se il Vecchio Balordo oggi pomeriggio facesse il suo dovere a Lecce, allora potrei anche cominciare a credere in qualche esistenza superiore.
 
 
 
Ragazzi buon sabato pomeriggio.
FORZA VECCHIO CUORE ROSSOBLU.
 
 
 
 
 
September 29

Piccola liberazione

Rieccomi. Prima di tutto un saluto a quei pochi visitatori che ancora si ostinano ad entrare nel mio blog.
Ho poco tempo per scrivere e anche adesso mi tocca fare veloce perchè devo correre a lavorare.
La mattina dormo, la sera mi sbronzo e tempo ne rimane poco.
Se a ciò aggiungiamo che molto probabilmente non avevo nulla d'interessante da scrivere (chissà se mai l'ho scritto) allora tutto quadra.
Anche sta mattina non so perchè mi sono messo davanti alla tastiera, sinceramente sono un pò troppo con la testa fra le nuvole e con il fegato in tilt per poter scrivere qualcosa di sensato.
Il problema è che se non butto giù qualche parola rischio il collasso. Ho bisogno di liberarmi...un pò come sboccare dopo una ciucca pesante.(scusate il paragone)
E' qualche giorno che il sottoscritto ha sintomi pesanti...ho mosche che mi mangiano lo stomaco, ho gambe che se ne vanno per i cazzi loro, polmoni incazzati seriamente per tutte le sigarette che fumo e cuore stile flipper. Chi mi conosce bene sa cosa mi sta accadendo e voi non preoccupatevi o non rallegratevi...non sto per spirare e nemmeno sto combattendo contro super postumi da super sbornia.
Oddio, forse la super sbornia me la sto prendendo. Il problema è che non è una sbornia da alcool.
Il problema è che se un giorno mi toccherà lottare contro i mega postumi di questa sbornia allora si che saranno cazzi.
Buona giornata a tutti.
Doma.
 
Con una veste grigia e verde apparve
sorridente dinnanzi agli occhi miei.
Ero pensoso quel giorno di settembre
senza temere l'insidia l'ammirai.
 
Paul Verlaine
 
April 11

E' FINITA

AHIAIAHIAHAIIIIIIIIIII !!!!!

April 03

Ora

April 02

Piccola dedica.

CANZONE DELLE RAGAZZE CHE SE NE VANNO (F.Guccini) Le strade sono aperte ed il momento viene sempre: sapessi quante volte l'ho vissuto! Stagione di canzoni, di facili emozioni: un' altra volta ancora abbiamo chiuso. T' invidio perchè ancora hai molte pagine da aprire di un libro che ho già letto e che tu devi ancor scoprire, ma quando capirai che cerchi un libro che non c'è, allora ti ricorderai di me... C'è Shangri-La che attende perchè il nodo che ti prende per te c'è ancora tutto da inventare. Vedrai questi tuoi giorni in un minuto di ricordi e quanti giorni hai ancora da incontrare. Invidio i tuoi paesaggi che non so e non vedrò mai, rimpiango le ragioni per cui ancora piangerai, ma quando piangerai te stessa e ciò che è dentro in te, allora ti ricorderai di me... Già Superman non vola sui tuoi sogni della scuola, Mandrake e Wiz son solo falsi maghi, cosmogonie segrete che credevi ormai complete si stan riempiendo adesso di presagi. Già temi che il giullare getti maschere e casacca e mostri il vero volto dietro al velo della biacca, ma quando vedrai meglio quello che dicevo a te, allora ti ricorderai di me... Ma eroi, profeti, miti, santi, bambole e banditi ti rapiranno ancora tante volte o tu li aspetterai e non verranno mai, per una aperta chiudi cento porte. Ed io chi sono stato nelle fantasie che vivi? Poeta od ubriaco nei racconti per gli amici, ma quando picchierai la testa contro ai tuoi perchè allora ti ricorderai di me... Le ore sono andate e le parole consumate attendon le parole che verranno. Castelli e primavere che hai creduto di vedere non sai se son durante un' ora o un anno. Son pronti i tuoi misteri: chiama ciò che non conosci, già corri dove ho corso, verso nuove strade e voci, ma se vorrai capire tutto questo che cos' è, allora ti ricorderai, allora ti ricorderai, allora ti ricorderai di me...
March 14

FINALMENTE

Finalmenete rieccomi era dalla fine del 2005 che mancavo per vari motivi ma ora dopo la bellezza di queasi tre mesi sono di nuovo qui. Spero, con un pizzico di presunzione, di essere mancato a qualcuno e anche se non avrò più molto tempo come prima per aggiornare il blog cercherò di fare il possibile partendo dal reinserimento di alcuni album misteriosamente cancellati.
Per il resto tutto o quasi è rimasto come nel 2005 tranne il lavoro che mi porta via più tempo del solito. Mussa niente come al solito, il vecchio Balordo mi fa soffrire come sempre e la birra è rimasta la mia bevanda preferita.
Unica novita: mr Rabo si è messo in testa di fare un cortometraggio e spero di poterlo sponsorizzare al meglio sul blog.
Non mi resta che salutare. Un saluto e un abbraccio.
GENOANO PIU' DI IERI MA MENO DI DOMANI.
DOMA IS BACK!
 
March 03

Il ritorno

DOMA IS BACK
 
December 24

Auguri!

 

BUON NATALENS !

December 08

FOTO DELLA SETTIMANA

FOTO DELLA SETTIMANA:
PUJOM!!!
SIGNORI QUESTO E' UN UOMO!
 

 

 

November 29

Tratto da sito dei druidi (di Liaigh)

I ciclisti e la genovesità

Da qualche tempo capita ogni tanto di incontrare per strada veicoli identificabili come di proprietà di ciclisti (ebbene si, circolano anche loro, anche se si identificano solo nei periodi di festa). La mia attenzione di Druido è stata colpita da un adesivo, visto più volte, che riporta una frase che, inizialmente, non riuscivo a capire:

 

 

 In un primo tempo ho pensato a una dichiarazione di disaffezione per quei colori, e per la prima volta non avrei saputo come dargli torto. Poi ho pensato che volessero ribadire che allo stadio vanno in mancanza di meglio, ma temo per loro sia così naturale da non essere significativo il volerlo ribadire. Pensando pensando la mia attenzione si è spostata dalla riga superiore a quella inferiore; ho capito che la loro motivazione era proprio quella, e stava nella differenziazione sessuale dell'organo genitale scelto per uno storico e ormai famoso adesivo rossoblu:

 

 

Per nulla stupito del fatto che, more solito, tutta la loro produzione iconografica sia basata solo sulla risposta a quello che facciamo noi, mi sono però posto alcune domande. Cosa intendono con "preferisco la mussa" ? O meglio, cosa pensano che significhi quel "belin" che campeggia, da anni ormai, sui nostri adesivi e sulle nostre bandiere ? Forse, al loro arrivo qualche anno fa, qualche genovese gli ha spiegato che per "belin" a Genova si intende l'organo riproduttivo maschile, e di conseguenza hanno pensato a un'invocazione di desiderio; con ciò sostenendo la più o meno manifesta omosessualità del genoano (e comunque le signore e signorine genoane avebbero già qualcosa da obiettare....) e di conseguenza, in contraltare, la loro virilità di beccioni. Questa interpretazione in effetti è l'unica possibile, per rispondere con "preferisco la mussa".

Purtroppo per loro, però, non gli hanno spiegato tutto: a Genova belin ha la stessa sacralità che ha la lanterna o il pesto. E' una delle icone della città, una sorta di marchio che da anni viene usato come esclamazione di gioia o di stupore o come intercalare di approvazione. Insomma, ovunque tu vada un genovese lo riconosci se dice belin. Per lo stesso motivo, se proprio volevano scopiazzare e riadattare qualcosa di nostro, e rendersi quindi anche loro identificabili per provenienza, avrebbero dovuto disegnare un adesivo diverso. So che come Druido dovrei essere guerriero, ma ciononostante questa sera mi sento generoso, e l'idea gliela passo volentieri

 

November 25

E poi si lamentano degli stadi vuoti

ARTICOLO PUBBLICATO DA  REPUBBLICA.
 

Con lo Spezia 25000 paganti, i bianconeri in Champion league 9000

GENOA, LO SCUDETTO DEL TIFO IN C PIU’ PUBBLICO DELLA JUVE

LA SUA STORIA E LA SUA GENTE: questo è la forza del Genoa, un patrimonio, che nonostente un’estate da incubo, non si è disperso ed ha resistito anche alla serie C.

La confrma viene dai i numeri: martedi sera per la partita con lo spezia nel freezer del Ferraris c’erano 25.664 spettatori tra abbonati e paganti.

E’ un’inversione di tendenza rispetto as un trend generalizzato: gli stadi italiani sono sempre più vuoti ma il Genoa fa il pieno anche in serie c. Raffrontando gli spettatori di martedi a Marassi con quelli del campionato di seie A, si scopre che solo in tre stadi c’era più gente: all’ olimpico, al Franchi di Firenze e a San Siro.Per il resto il Genoa si è messo tutti alle spalle in questa personale graduatoria.In alcuni cai il distacco è imbarazzante: hanno faticato a superare i cinquemila spettatori il chevo (5113 con l’ascoli) ed il Treviso (5.550 con il palermo). La Reggina non è arrivata a 10 mila ( 9.196 con il cagliari), quota appena superata dal lecce (13.242 con il siena). Non hanno passato il tetto dei 20.000 il Livorno (13.342 con l’empoli) e l’Udinese (16.779 con il Messina) mentre per Sampdoria Lazio a Marassi c’erano 22.575 spettatori.

Ma ci sono anche altri dati di un certo interesse.Contemporaneamente alla partita tra Genoa e spezia al Delle Alpi era di scena La Juventus in Champions League con il Bruges: 4.161 paganti al botteghino, 5462 gli euro abbonati, totale 9.623.Il classico appagamento di chi ha la pancia piena essendo abitutato ormai da anni a calcare certi palcoscenici? Ma cosa dire del Palermo che ha portato allo stadio per la sua storica prima volta in europa 13.047 spettatori contro i ciprioti dell’ Anorthosis? Si obbietterà che l’avversario non era stimolate, ma contro il Lokomotiv Mosca, sempre alla favorita, gli spettatori non sono stati molti di più: 15.823. E la stessa sera a Marassi, la Sampdoria per la sfida uefa con i rumeni dello Steaua ha radunato 17.094 paganti.

 

Personale conclusione di mr domaski: Le squadre che riempiono gli stadi, vedi Genoa Torino e Napoli sono malvoluti da la banda di Carraro-Galiani che a parole vorrebbero tutti gli stadi pieni ma nei fatti vogliono un calcio monopolizzao dalle Tv di murdoch e belusconi.

Fastidiosi per il potere e orgogliosi di esserlo!

Non ci avrete mai come volete voi!

Genoa cfc 1893 primi a nascere ultimi a morire!
 
November 18

Detto del giorno (anzi della sera prima)

Se non caghi
vai di prugne
Se non trombi
vai di pugne!

Intervista a Zigoni

 


Talvolta capita che il calcio venga attraversato da personaggi il cui talento va di pari passo con la sregolatezza. Personaggi che nel campo da gioco hanno portato la propria vita con tutte le sue contraddizioni e debolezze. Zigoni è senza dubbio uno di questi; ha attraversato le capitali calcistiche italiane - Torino, Genova, Roma - vivendone la parte più pasoliniana e decadente, la sola capace di dialogare con il suo animo di ragazzo cresciuto povero ed arrabbiato. Ha raccontato la sua vita in un libro che si legge tutto d'un fiato, dove le vicende dello Zigoni calciatore vengono letteralmente sommerse da quelle dello Zigoni viveur. Racconta episodi che farebbero impallidire Casanova; ma la fama da "sciupafemmine", per lui, non era abbastanza, ed allora Zigo assecondava il suo carattere, per così dire, eccentrico, rendendosi protagonista di vere e proprie bravate da guappo di periferia. Come quando, per cercare di sconfiggere la noia dei ritiri, si divertiva a sparare ai lampioni con la sua colt 45; o quando spaccò la gamba ad un guardalinee che aveva osato rivolgergli una parola di rimprovero. Ma Zigoni, per fortuna, non era solo questo. Zigo era soprattutto un calciatore, anzi, un fuoriclasse. «Quello è un musso, è un figlio de puta, e poi ha troppe donne che lo sfiniscono, ma quando vuole…è un purosangue». Queste parole, pronunciate da Saverio Garonzi, presidente di Zigoni nei suoi anni a Verona, ne riassumono perfettamente la personalità ed il carattere. Pare di vederlo ancora, Zigo, che si toglie pelliccia e cappello, il suo abbigliamento da panchina, saluta il suo pubblico e, se gli gira bene, porta a casa la partita con un paio di prodezze. Oggi Zigoni allena, «con amore», i pulcini di Basalghelle; il suo motto è «divertiamoci, e gloria a te Comandante Che». Una delle passioni di Zigo, il Che. Una cosa che, nonostante tutto, lo rende irresistibile. (da una recensione del libro: "Dio Zigo pensaci tu")

Da "
il Romanista" di oggi:
Sono tanti i calciatori che hanno giocato con la Roma e con la Juventus. Tanti quelli che sono rimasti più affezionati alla Roma, malgrado i trofei degli altri. Tanti quelli che si sentono quando ogni volta è Roma-Juventus un’altra volta. Ma ce n’è uno che va da sé, uno (uno e nessuno come lui) che ha fatto di Roma e Juventus due mondi opposti, scegliendo per sempre quello giallorosso. Pure se qui ci ha giocato 2 anni, e là 7. Si chiama Gianfranco Zigoni, è come un poeta del pallone. E i poeti non s’interrompono.

Gianfranco Zigoni, il principio è la
fine.
«Ho lasciato Roma per colpa di Helenio Herrera. Mi ha mandato via perché era geloso di sua moglie che era trevigiana come me, ma mica era vero che andavo con la moglie, con tutte le belle ragazze che ci sono a Roma non ne avevo bisogno. Una vigliaccata. Una volta Renato Rascel si arrabbiò con lui perché mi tolse di squadra. Era un grande Renatino. E poi io ero bello come il sole».

In pricinpio fu la Juventus.
«Ho giocato 7 anni con la Juventus. Ero il primo titolare della Juventus in Coppa Campioni. Io ero forte. Ma quelli lì mi hanno fatto piangere: la Juve mi ha tarpato le ali, mi ha tolto la libertà. Uno timido come me, così introverso, ha bisogno di calore. Heriberto Herrera mi diceva “vai lì, va là, fai questo, fai quello”, ma io non sono così: voglio essere libero. Per colpa della Juventus sono caduto in depressione, sono andato dallo psichiatra. Non potevo nemmeno tenere i capelli lunghi. Io sono un insicuro, ho bisogno dell’amore che Roma mi ha dato. Ho giocato 7 anni con la Juventus, 2 a Roma, ma quando oggi mi chiedono: “Zigo, dove hai giocato?”. Io rispondo: “Io sono della Roma”.»

La Roma.
«Roma. Perché amo Roma non te lo saprei dire. Da ragazzino tifavo. Toro Forse i colori. Roma mi ha dato la libertà, quei 2 anni là sono stati una vita. La mia vita. Il pubblico dell’Olimpico, la bellezza della spontaneità... Io quando guardo le partite mi metto a vedere la gente, guardo la passione. Che mi frega di 4 ragazini che corrono in mezzo al campo? Roma l’ho amata. Roma per i suoi tifosi».

I tifosi.
«Il calcio senza gli ultrà non esiste. Chi dice che sono la parte peggiore di questo mondo non capisce niente. Gli ultrà sono amore: io li ho visti piangere per questa maglia, li ho visti piangere a Verona, l’altra squadra della mia carriera che m’è rimasta dentro insieme al Genoa. Squadre che sono una cosa sola con la loro gente. I delinquenti li puoi trovare al cinema, in piazza, quando vai a fare la spesa. La gente che ama una squadra è una cosa sana. A Roma l’amano. Anch’io non ho mai smesso di farlo».

I figli.
«Gianmarco è della Juve e non posso farci niente, ma Christian è romanista: ha 38 anni e l’ho scoperto 7 anni fa. Christian hai capito? Come il figlio di Totti! Ah, ma è senza “h”? Ma l’acca ci va sempre! Il mio Christian è un uomo che indossa la maglia di Damiano Tommasi. Me l’ha data a Verona, nel 2000».

Capello: “Non mi interessa andare alla Juventus”; Emerson a Roma era depresso. Adesso...
«Della depressione non voglio parlare perché so che significa, e se fosse vera... Ma certo è difficile essere uomini. Capello è un piccolo uomo. Non voglio offendere nessuno, ma non si vergogna? Quando ero al Verona e ci hanno mandato in serie B i miei tifosi m’imploravano di restare; gli dissi: “Perché me lo chiedete? Io non vi tradisco, io non me ne vado”. L’Inter mi offriva 100 milioni, io ne guadagnavo 25. L’Inter mi voleva a tutti i costi, il Verona voleva guadagnarci, ma l’ho urlato: “Io gioco per i miei tifosi”. Quelli del Verona sono sempre stati di destra, io sempre comunista, ma loro mi adoravano, mi dicevano “Zigo, tu puoi fare quello che vuoi”. Ci ho scritto un libro, si chiama “Dio Zigo, salvaci tu”».

Antonio Cassano.
«Ma che fa ’sto ragazzo, perché non firma? Uno che gioca nella Roma non vuole andare via. La vita non è uno scudetto, quando giochi nella Roma hai già vinto. Lo dico sempre ai bambini che alleno: “anche se non vincete lo scudetto, mangiate lo stesso”. Non si può lasciare Roma per andare dove la gente è triste, dove fuori piove».

Il doping.
«C’è sempre stato e sempre ci sarà. Quando vai a giocare la finale della Coppa del Mondo non ti prendi la bistecca. Al Genoa c’era un medico che mi faceva le punture, mi diceva che erano vitamine. Mi si spezzò la lingua, allora gli dissi: e vedere la Juve condannata».

Gli arbitri.
«Quando ero alla Juve non ci facevo caso, ma con la Roma sì. Proprio contro la Juve Lo Bello ci fece perdere. Poi hai visto domenica? Come hanno fatto a non espellere Camoranesi. Col Verona mandai a quel paese l’arbitro e mi squalificarono 6 giornate. Alla Juve mai».


La carriera.

«Ho esordito in serie A a 17 anni, a 20 ero in Nazionale. Ma la Juventus mi ha spezzato le ali. Stavo male, potevo fare di più. A Roma ho ritrovato la fiducia e se ci fossi rimasto avrei spaccato il mondo. Me lo diceva sempre il grande Valcareggi, me lo ha detto anche prima di morire: “Eri completamente pazzo, altrimenti saresti stato il più grande”».

Adesso.
«Vivo dove sono nato, a Oderzo. E’ nata 46 anni prima di Roma, è una colonia romana, in piazza c’è la lupa. Qui ho mia moglie, i miei amici, alleno una squadra di ragazzini al massimo di 10 anni. Fino a quell’età non ti tradiscono».

Domani.
«Ho paura. Ho paura di lasciare casa, di lasciare gli amici, ho paura del traffico, del caos e dell’ipocrisia che c’è fuori: è il mondo fuori che mi fa paura. Sono 20 anni che non torno a Roma. E ci penso sempre».
November 14

Vergogna!!!

E dopo la finanza creativa laziale eccone un altro esempio.
VERGOGNATEVI!!!

preso dal sito www.beppegrillo.it:

L'Inter di Moratti e del tronchetto dell'infelicità, quest'ultimo onnipresente sui giornali a spiegarci che la banda larga è il futuro dell'Italia quando negli altri Paesi è già presente, e nelle università ad ammorbare gli studenti con i suoi discorsi, ha avuto un lampo di genio.

Ha avviato un'operazione di "alta tecnica finanziaria". Ma vediamo i fatti.

L'Inter ha chiuso il bilancio in rosso per 118 milioni di euro. Mi immagino Moratti, Tronchetti, Buora e Facchetti chiusi nella stanza a chiedersi: "e adesso che si fa?"

Facile, basta un po' di finanza creativa:

• Si cede in leasing per 10 anni il marchio neroazzurro ad una banca (Banca Italease)
• Italease da' in cambio 160 miloni di euro all'Inter
• L'Inter si impegna a riprendersi il marchio con dieci comode rate e una commissione. E paga subito il 20% a Italease pari a 32 milioni.
• 160 milioni incassati, 32 milioni di euro pagati, marchio ceduto in leasing e un po' di cambiali da pagare e il rosso dello scorso anno non c'è più.

E bravi Moratti, Tronchetti. Avete aperto la strada ad un nuovo miracolo italiano basato sulle cambiali.


PAZZESCO!!!

..ADESSO CHI ERA ANCORA TITUBANTE SUL POSSIBILE VALORE DEL MARCHIO NON LO SARA' PIU'!!!